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Il mio primo San Bernardo
Tutto ebbe inizio nel 1985, 27 anni fa, quando ebbi l'opportunità di osservare da vicino un San Bernardo.Allora cominciai a raccogliere informazioni su questa razza attraverso la lettura di giornali e riviste specializzate, fino a giungere alla convinzione di tenere, tutto per me, uno di quegli esemplari che ammiravo estasiato nelle foto patinate delle riviste.
Dolci cuccioli
Fu così che contattai un signore che credevo fosse un allevatore serio e specializzato e, dopo qualche giorno, andai a fargli visita visto che aveva una cucciolata disponibile e di cui era già stato concordato il prezzo.Mi trovai davanti a dei cuccioli dolcissimi e la voglia e l'entusiasmo non mi fecero notare alcuni particolari che poi con l'esperienza avrei visto a primo colpo.
La razza italiana
Portai allora a casa Terence (così si chiamava il cucciolo). Nel primo anno di vita lo dovetti curare a più riprese a causa del suo rachitismo e della tosse canina.Dopo un anno, comunque, lo presentai ad una mostra canina e lì mi fecero notare che il cane non era di tipo europeo (io pensavo di avere un cane di alta genealogia visto che il venditore mi aveva detto che i genitori erano in giro per partecipare a delle mostre canina).
Allevatori seri
Fu così che ebbi modo di approfondire le differenze tra un San Bernardo ed un San Bernardo ungherese, come il mio Terence.In seguito partecipai ad un expo dell'ENCI, a Napoli, per approfondire l'argomento e per incontrare allevatori seri. Quella brutta esperienza non riuscì ad affievolire il mio amore per questa splendida razza, per cui regalai il mio primo prototipo di San Bernardo e acquistai due purosangue di linee italo-tedesche..
Ferdinando Munno





